La stanza di Gaspare

Buongiorno,
il mio nome è Gaspare, vivo in provincia di Padova. Sono il protagonista di un libro molto particolare, edito da una casa editrice tutta particolare : La Camelopardus. Cosa può avere di particolare una casa editrice ? Direte voi.
Forse il fatto stesso che la casa editrice abbia una storia più avvincente della mia, nonostante io sia il protagonista di un bel libro. La “casa editrice” è una persona di nome Sara, originariamente era solo una mia appassionata lettrice, rammaricata del fatto che non esistesse una versione italiana della mia storia, questa lettrice, diplomata interprete e traduttrice, ha coltivato per anni l’ambizione di tradurmi in italiano, proponendo la mia storia a destra e manca un po’ a tutte le case editrici più o meno titolate, un bel giorno si stancò e con una sua cara amica (anche lei grande ammiratrice del sottoscritto) decise di comprare i diritti del libro per l’Italia. Logico che sia lusingato di tanta dedizione. Da quel giorno Sara spese parecchie notti di lavoro per farmi diventare italiano, in tutti i sensi, in quanto la mia storia francese diventò una storia italiana, cambiai nome, famiglia, residenza ed amici, tutto ciò sempre e solo per mantenere l’efficacia della storia raccontata. Un lavoraccio. Il libro in questione è “Le Zebre” di Alexandre Jardìn, la sua versione italiana è una creatura della nostra protagonista : Lo Zebra, ma forse qualcuno dovrebbe raccontare qualcosa di Sara, se non altro per riconoscenza proverò io a farlo qui, ma più in generale saranno i temi dello Zebra a parlare qui, l’amore soprattutto, argomento banale dirà qualcuno, e invece io aggiungo l’amore coniugato al maschile, l’amore già conquistato e conservato, virile e passionale, incontrollabile e talvolta anche fastidioso.

Lo Zebra insomma.

Non credo di essere la persona più adatta per interpretare uno Zebra, anzi per natura io sarei proprio quello che tende a rilassarsi e a portare il matrimonio verso quella normalità che lo Zebra combatte.

Mia moglie credo che lo interpreterebbe molto meglio, fu lei a spronarmi anni fa a segnarmi ad un corso di scrittura creativa, così mi convinsi ad uscire la sera per recarmi in un posto che non aveva nulla a che vedere con lavoro, famiglia, o sport (ho qualche problemino con la linea).

Un anno dopo mi convinse ad iscrivermi ad un corso di cucina macrobiotica e poi ad un altro sul riso basmati; quest’anno, a Natale ci eravamo detti “nessun regalo”, ci siamo fatti già un regalo prenatalizio e invece mi trovo sotto l’albero un rotolo di cartoncino nero, sul rotolo c’è l’invito ad un corso di chitarra, partenza tredici gennaio, mia madre, sua complice, mi ha invece regalato la chitarra, così comincia un altro stimolo, per me, per noi e ci auguriamo anche per nostra figlia.

In poche parole se io posso apparire uno Zebra a qualcuno è solo grazie alla continua ispirazione proveniente da mia moglie, siamo vasi comunicanti, a mia moglie piace mandare stimoli, a me piace riceverne.

Compito mio poi è portare i frutti di questi stimoli nella coppia, così è accaduto col corso di scrittura creativa, così fu col corso di cucina, così sarà, spero, col corso di chitarra.

Credo che nessuna coppia che funziona si regga in piedi grazie a sforzi sovrumani di uno dei due, ognuno assume il ruolo per il quale la sua stessa natura lo ha plasmato, accade in qualche rara occasione che queste due nature diverse si rivelano assolutamente complementari.

Questo mi è accaduto.

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A presto!